Alla fine è successo.
Dopo settimane di smentite Lewis Luigino Hamilton ha deciso di sposare le ambizioni Mercedes, abbandonando la scuderia che lo ha lanciato nell'olimpo del motorsport.
Nulla di grave, se pensiamo che il buon Lewis per anni s'è dovuto accontentare delle repliche dei trofei vinti, vista la politica McLaren che non permette ai propri piloti di portare a casa le coppe vinte.
Detto ciò è avvenuto lo scambio, anzi l'avvicendamento. Dispiace per Schumi, uscito ridimensionato da un triennio in cui non ha MAI avuto una macchina davvero competitiva.
Ma dopotutto il posto di Michael è stato preso dal pilota che più incarna il suo modo cannibale di vivere il motorsport.
Dal 2007 è toccato a Lewis ricoprire il ruolo di Funambolo della Formula 1 moderna, del pilota capace di spingersi sempre oltre il limite della propria monoposto, di non accontentarsi mai di un piazzamento anche a costo di buttare una gara, di rinunciare al titolo.
Si, Hamilton è l'erede naturale di Schumi. Del primo Schumacher, quello ammirato nei primi anni di carriera. Cattivo, spietato, imprendibile. Capace di lottare ad armi pari con Hakkinen nonostante una McLaren sempre una spanna superiore. Capace di non abbassare la cresta davanti alla tirata d'orecchi di un certo Ayrton Senna.
Brawn l'ha fatto ancora, s'è messo dentro un funambolo.
In McLaren per il 2013 è stato ingaggiato Perez, con buona pace di chi s'aspettava un approdo in Ferrari in sostituzione dell'abulico Massa visto negli ultimi tre anni (Monza e Singapore escluso). Checo affiancherà Button e ci si chiede che ne sarà di Felipe. Personalmente in sostituzione del brasiliano vorrei un Di Resta o un Sutil a condividere il box con Alonso.
Piloti onesti, solidi, veloci. Ottimi piloti, limitati spesso dai mezzi a loro disposizione, ma ottimi piloti.
Il 2013 incombe e Suzuka si avvicina. Alla prossima!
